Il digital divide: 7 anziani su 10 esclusi dai servizi digitali

digital anziani

Più del 67% degli anziani italiani non è capace di usare Internet. È la preoccupante tendenza che emerge dai dati ISTAT del 2020. Se negli ultimi anni l’avvento della pandemia può aver avvicinato qualche over 65 alla tecnologia assottigliando il gap, la sua esistenza resta comunque innegabile e a tratti sconvolgente. Nel nostro Paese la curva demografica è sempre più tendente alla terza età, di pari passo con uno scarso livello di digitalizzazione.

Proprio gli stessi anziani rischiano così di rimanere esclusi da una serie di nuovi sviluppi della pubblica amministrazione che li riguardano da vicino, come ad esempio lo SPID o l’accesso al cedolino pensione. Torna dunque a far discutere il fenomeno del digital divide, ancora profondamente radicato in Italia e al quale è necessario porre rimedio con un’urgenza sempre maggiore.

Cos’è il digital divide

Il digital divide è quel divario esistente tra chi ha accesso adeguato ad Internet e chi non ce l’ha, per scelta o meno. Quest’ultima fascia della popolazione è inevitabilmente soggetta ad una esclusione dai vantaggi della società digitale, con danni socio-economici e culturali per gli individui che ne sono interessati. L’effetto del digital divide è negativo per chi lo subisce, e lo sarà sempre di più man mano che il digitale continua ad assumere un’importanza crescente per la società. A far preoccupare è un altro dato evidenziato sempre da ISTAT: chi si trova in condizione di digital divide appartiene spesso ad un ceto sociale già di per sé svantaggiato.

Si crea così un autentico circolo vizioso di crescente povertà ed esclusione. Tra i più interessati dal digital divide ci sono proprio gli anziani: del resto, basta considerare il fatto che la tecnologia degli smartphone ha occupato meno del 20% della vita di un qualunque ottantenne di oggi. Eppure le esperienze sul campo dimostrano come interventi di formazione su soggetti anziani abbiano un certo effetto positivo, migliorando nel tempo la loro abilità di interagire nello spazio digitale e di conseguenza la qualità delle loro relazioni con il resto del mondo.

Il digitale per gli anziani: non solo caratteri grandi

Nel 2040 ci saranno oltre 19 milioni di anziani, con incrementi del 38,5% (+5,4 milioni di over-65): assicurare programmi adeguati di digitalizzazione sta diventando quindi sempre più importante. Nonostante i miglioramenti indotti dalle necessità dovute alla pandemia, infatti, è inevitabile che un “digital gap” per gli anziani esista ancora. Percorsi formativi ad hoc sul digitale, anche per gli anziani che costituiscono una parte importante della popolazione e che più di tutti sono esclusi de facto dai processi di digitalizzazione, possono essere una prima soluzione per arginare un simile fenomeno.

Per la fascia di anziani più in difficoltà, potrebbero nascere degli specifici punti di assistenza dedicati a coloro i quali devono svolgere adempimenti o usufruire di quei servizi che ormai stanno inevitabilmente migrando sempre più sulle piattaforme. Per quanto riguarda lo sviluppo di prodotti digitali utilizzabili dagli anziani senza frustrazione, quali sono i principi più importanti da seguire? Solitamente il target degli over 65 non è interessato alla tecnologia in quanto tale ma piuttosto alle opportunità che questa offre: per questo motivo, agli occhi di tale pubblico è importante enfatizzarne i vantaggi pratici. Caratteri dalla dimensione adeguata, un giusto contrasto cromatico, soluzioni che preferiscano la semplicità all’estetica, un uso parsimonioso di gesti che richiedano coordinazione motoria sono tutti fattori che alimentano la fiducia in un anziano nella possibilità di gestire la tecnologia.

Privilegiare semplicità, chiarezza e immediatezza, evitare messaggi ambigui o elenchi infiniti potrebbero essere dei primi passi per far sentire gli over 65 ancora in carreggiata. Dispositivi di qualità e facili da usare, perché l’obiettivo della digitalizzazione deve essere puntare all’inclusione sociale di anziani e disabili, in modo da ridurne l’isolamento, di pari passo con il fornire loro le conoscenze necessarie per utilizzare tutti i vantaggi del digitale in maniera consapevole e in sicurezza.

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