Nuove regole Legge 104: le novità dal 13 agosto per i caregiver

caregiver familiare

L’INPS ha deciso di cambiare le regole sulla Legge 104. Il Decreto legislativo numero 105 del 30 giugno 2022, entrato in vigore lo scorso 13 agosto, ha disposto alcune novità che riguardano in particolare congedi, permessi e priorità nello smart-working.

Congedo di paternità e congedo parentale

Il decreto introduce il concetto di Congedo di paternità obbligatorio, della durata di 10 giorni: il neo papà avrà dunque diritto ad una decade di giorni lavorativi utilizzabili come permesso a partire dai due mesi precedenti fino ai cinque mesi successivi al parto. Il decreto interviene anche in materia di congedo parentale: fino al dodicesimo anno di vita, a ciascun genitore lavoratore spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione per tre mesi. Padri e madri possono inoltre utilizzare, alternandosi tra loro, tre ulteriori mesi coperti dall’indennità con il 30% di retribuzione. Tre mesi per ciascun genitore per un totale di sei mesi, più un ulteriore periodo di tre mesi per un solo genitore: in totale si arriva così a nove mesi totali di congedo, coperto dall’indennità INPS del 30%. Nel caso in cui vi sia un solo genitore, questi può fruire del congedo parentale per un massimo di 11 mesi, con una indennità del 30% della retribuzione per un periodo massimo di 9 mesi. Nessuna novità per i congedi parentali in caso di figli con disabilità: per loro, come già previsto dall’articolo 33 del Decreto legislativo numero 151 del 2001, c’è la possibilità di estendere fino a tre anni il congedo parentale entro il dodicesimo anno di età del bambino, con una indennità del 30% per tutto il periodo di congedo. In alternativa al prolungamento fino a tre anni del congedo parentale sopra citato, i genitori possono usufruire quotidianamente di due ore di permesso retribuito, fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.

Legge 104: congedo straordinario

Altre modifiche riguardanti il congedo straordinario per familiari di persone portatrici di handicap gravi sono state introdotte nel Decreto legislativo numero 105. Per la prima volta si introduce il concetto di “convivente di fatto” tra i soggetti ai quali può essere concesso il congedo. Questo titolo spetta ai coniugi conviventi, ma può interessare anche padre, madre, uno dei figli conviventi, fratelli, sorelle o parenti prossimi dei disabili gravi, nel momento in cui il coniuge abbia gravi problemi di salute o sia deceduto. Scopo del congedo straordinario è quello di garantire la possibilità di assentarsi ricevendo comunque la retribuzione a carico dell’INPS, anticipata in busta paga dall’azienda, per un periodo non superiore a due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa del beneficiario. Per avere diritto al congedo, il lavoratore deve presentare domanda in forma telematica all’Istituto.

Legge 104: permessi retribuiti

Il Decreto interviene anche sul tema dei permessi retribuiti in favore di quei familiari che assistono disabili gravi. Viene meno il sistema del cosiddetto “referente unico”, in base al quale non può essere riconosciuta a più di un lavoratore dipendente la possibilità di fruire dei giorni di permesso. Il nuovo articolo 33 prevede infatti che il diritto possa essere esteso a più individui, con la possibilità di alternarsi rispettando sempre il limite complessivo di tre giorni di permesso retribuito mensile. La possibilità di fruire dei permessi è estesa a parenti ed affini entro il terzo grado, nel caso in cui i familiari più prossimi o i conviventi siano anziani, deceduti o malati.

Smart-working

Novità anche su lavoro agile e smart-working: si prevede infatti che i lavoratori che assistono disabili gravi e usufruiscono dei permessi abbiano diritto di priorità nell’accesso al lavoro da remoto o ad altre forme di lavoro flessibile. Lavoratrici e lavoratori che richiedono l’accesso al lavoro agile non possono essere sanzionati, demansionati, licenziati, trasferiti o sottoposti ad altre misure con effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro: qualunque misura sarebbe da considerarsi discriminatoria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cosa aspetti?