“Non ne ho bisogno. Le scale riesco ancora a farle.”
È una delle reazioni che possono emergere quando in famiglia si comincia a parlare della possibilità di installare un montascale. Per chi ha sempre vissuto autonomamente nella propria casa, accettare un aiuto per salire e scendere le scale può non essere immediato.
Il problema è che spesso la difficoltà non compare da un giorno all’altro. Si manifesta attraverso piccoli cambiamenti: una pausa a metà scala, la necessità di aggrapparsi maggiormente al corrimano, qualche oggetto lasciato al piano superiore per evitare un viaggio in più.
Fino a quando ci si accorge che le scale non sono più semplicemente una parte della casa. Sono diventate qualcosa attorno a cui organizzare la giornata.
“Riesco ancora a salire le scale”
Immaginiamo una situazione molto comune: una persona anziana vive da molti anni in una casa su due piani. Al piano inferiore ci sono cucina e soggiorno, mentre al piano superiore si trovano camera da letto e bagno. Le scale sono sempre state percorse senza pensarci.
Con il passare del tempo, però, qualcosa cambia. Salire richiede più attenzione. Si procede più lentamente e magari ci si ferma qualche secondo prima di arrivare al piano superiore.
Quando un figlio suggerisce di informarsi su un montascale, la risposta può essere immediata:
“Non sono mica così vecchio”
Ed è proprio qui che nasce spesso la resistenza. Il montascale viene percepito come la conferma di una perdita di autonomia, quando il suo obiettivo è esattamente l’opposto: aiutare una persona a continuare a utilizzare gli spazi della propria abitazione.
Quando le scale iniziano a cambiare le abitudini
Non è necessario arrivare al punto di non riuscire più a salire una scala perché questa rappresenti una difficoltà. Un segnale importante può essere il cambiamento delle proprie abitudini. Si comincia, ad esempio, a concentrare tutte le attività al piano inferiore per evitare di salire più volte. Si chiede a un familiare di recuperare qualcosa lasciato in camera. Oppure si affrontano le scale soltanto quando è strettamente necessario.
Sono piccole rinunce, spesso talmente graduali da sembrare irrilevanti. Eppure, sommate tra loro, possono significare che una parte della casa non viene più vissuta liberamente come prima. In altri casi entra in gioco la paura di cadere. La persona riesce ancora a percorrere le scale, ma lo fa con una maggiore preoccupazione, soprattutto quando è sola.
A quel punto il problema non riguarda soltanto la capacità fisica di salire e scendere. Riguarda la serenità con cui si vive la propria casa.
La decisione di informarsi sul montascale
Valutare un montascale non significa necessariamente aver già deciso di installarlo. Un primo passo può essere semplicemente capire quali soluzioni esistono e se siano compatibili con la propria abitazione. Durante un sopralluogo possono essere valutate la conformazione della scala, gli spazi disponibili e le necessità della persona che dovrà utilizzare il dispositivo.
Questo momento può essere utile anche per superare alcune convinzioni iniziali. C’è chi teme che il montascale occupi troppo spazio, chi pensa che richieda lavori particolarmente invasivi e chi semplicemente non riesce a immaginare come cambierebbe la propria quotidianità. Vedere concretamente quale soluzione può essere adottata permette di prendere una decisione sulla base delle caratteristiche reali della casa, anziché sulle proprie supposizioni.
Cosa cambia dopo l'installazione?
Il cambiamento più significativo non è necessariamente quello che si vede. Naturalmente il montascale permette di superare il dislivello tra due piani senza dover percorrere fisicamente tutti i gradini. Ma l’effetto sulla quotidianità può andare oltre.
La camera al piano superiore torna a essere facilmente raggiungibile. Non è più necessario chiedere a qualcuno di recuperare un oggetto. Non bisogna decidere quante volte sia opportuno salire durante la giornata.
Soprattutto, la scala smette di essere un elemento intorno al quale organizzare le proprie attività.
Per alcune persone è proprio questo il cambiamento più importante: tornare a utilizzare tutta la casa senza che ogni spostamento tra i piani diventi una decisione da valutare.
Il montascale non significa rinunciare all’autonomia
Una delle ragioni per cui una persona può inizialmente rifiutare il montascale è la sensazione di diventare improvvisamente meno indipendente.
È comprensibile.
Gli ausili domestici vengono talvolta associati alla perdita di capacità, mentre possono avere la funzione opposta.
Se per raggiungere il piano superiore è necessario essere accompagnati da un familiare, l’autonomia è già in parte limitata. Se invece una soluzione permette di effettuare quello stesso spostamento senza assistenza, può contribuire a recuperare indipendenza nella vita quotidiana.
Per questo il momento in cui valutare un montascale non coincide necessariamente con quello in cui le scale sono diventate impossibili da utilizzare.
Può arrivare prima, quando percorrerle è ancora possibile ma sta diventando progressivamente più difficile, faticoso o fonte di preoccupazione.
Da “non lo voglio” a una casa vissuta con maggiore serenità
Dietro al rifiuto iniziale di un montascale possono esserci motivazioni molto diverse: orgoglio, paura del cambiamento, timore di modificare la propria casa o semplicemente la convinzione che sia ancora troppo presto.
Non significa che installarlo sia sempre la soluzione corretta. Ogni persona e ogni abitazione hanno esigenze differenti.
Vale però la pena chiedersi se le scale stiano già modificando la propria quotidianità.
Quando si iniziano a evitare alcuni ambienti, a ridurre gli spostamenti o a dipendere maggiormente dall’aiuto di altre persone, informarsi sulle possibili soluzioni non significa arrendersi a una difficoltà.
Può significare esattamente il contrario: cercare un modo per continuare a vivere la propria casa con la maggiore autonomia possibile.









