Handicap e disabilità: le principali differenze

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Sul nostro blog ci concentriamo spesso sulle tante misure e sugli interventi che favoriscono il superamento delle barriere architettoniche. Per questo motivo, ci ritroviamo in tante occasioni a parlare di handicap e disabilità senza però sottolinearne le principali differenze; il motivo è che entrambi i termini sono strettamente collegati e per questo anche quando parliamo di strumenti di assistenza alla mobilità come il montascale per disabili capita di rivolgersi indifferentemente ad ambo le categorie.

In quest’articolo, tuttavia, vogliamo fare un po’ di chiarezza in modo che sia più facile capire le differenze tra handicap e disabilità, cercando anche di capire quali sono i parametri che definiscono l’una o l’altra categoria e da chi vengono regolati.

Distinzione tra handicap e disabilità

Difficile parlare di reali differenze quando si parla di handicap e disabilità anche perché i due concetti sono consequenziali tra loro; in particolare, con disabilità si identifica una menomazione che può riguardare la sfera fisica o mentale mentre l’handicap rappresenta la conseguenza in ambito sociale scaturita dalla disabilità.

Questa relazione appena descritta riassume precisamente il legame tra queste due parole ma al di là delle differenze occorre chiarire che sia disabilità che handicap sono condizioni che vengono riconosciute dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. È proprio quest’ente che ha voluto nel tempo chiarire alcune specifiche particolari in riferimento alle due condizioni, in modo che anche da un punto di vista burocratico ci fosse più chiarezza.

In quest’ottica, dobbiamo partire dalla nozione di menomazione che, come abbiamo visto, è il termine che contraddistingue la disabilità. Per menomazione, l’OMS intende un’anomalia che condiziona l’organismo sotto il punto di vista della conformazione fisica, delle capacità fisiologiche o psicologiche. Questa condizione può determinare un evento patologico situazionale temporaneo o permanente e soprattutto dev’essere misurabile per esser definito tale. Ad oggi sono riconosciute le seguenti tipologie di menomazione:

  • Menomazioni della capacità intellettiva
  • Menomazioni psicologiche)
  • Menomazioni del linguaggio
  • Menomazioni auricolari
  • Menomazioni oculari
  • Menomazioni viscerali (agli organi)
  • Menomazioni scheletriche
  • Menomazioni deturpanti

Da questo concetto si sviluppa poi la definizione di disabilità che sarà la ripercussione dovuta alla menomazione; per disabili si intenderanno allora tutti coloro che sono limitati o hanno completamente perso la capacità di eseguire mansioni o azioni in tempi “normali” rispetto ad i propri pari. Per fare un esempio pratico i soggetti che presenteranno una menomazione alle gambe risulteranno disabili nell’ambito della deambulazione. A prescindere da tale esempio, così come si identificano diverse tipologie di menomazioni, allo stesso tempo avremo forme di disabilità diverse; in questo senso è sempre l’OMS a riassumerne i principali tipi in un elenco come quello che segue:

  • Disabilità nel comportamento
  • Disabilità nella comunicazione
  • Disabilità nella cura della propria persona 
  • Disabilità nella locomozione
  • Disabilità dovute all’assetto corporeo 
  • Disabilità nella destrezza nelle attività quotidiane
  • Disabilità circostanziali (relative a fattori ambientali)
  • Disabilità in particolari attività
  • Altre restrizioni dell’attività

Infine, con handicap si identificherà la difficoltà di un soggetto ad inserirsi nel contesto sociale a causa della disabilità sofferta. Il concetto di società risulta determinante nel comprendere le differenze tra disabilità e handicap perché sarà proprio lo svantaggio sociale e l’impossibilità di integrarsi nella comunità a marcare la linea di confine tra i due concetti. Anche in questo caso, per ulteriore chiarezza, l’OMS riconosce diverse tipologie di handicap; eccole di seguito:

  • Handicap nell’orientamento
  • Handicap nell’indipendenza fisica
  • Handicap nella mobilità
  • Handicap occupazionali
  • Handicap nell’integrazione sociale
  • Handicap nell’autosufficienza economica
  • Altri Handicap

Come abbiamo visto allora tra disabilità ed handicap c’è un rapporto di causa-conseguenza che vincola i due termini; dal punto di vista pratico, tuttavia, queste due condizioni richiedono entrambe un’attenzione importante per far sì che tutti i soggetti che vivono queste situazioni di difficoltà in maniera diretta o indiretta possano agire in una sola direzione.

In questo senso, nel caso della disabilità sarà fondamentale mettere a disposizione tutti gli strumenti che agevolano la condizione del soggetto interessato dal problema, ad esempio come i montascale per disabili di cui abbiamo accennato in apertura dell’articolo. Diversamente, l’handicap come abbiamo visto è incentrato sulla difficoltà di inserimento nel contesto sociale che rappresenta un fattore non imputabile al soggetto portatore: sarà allora compito dell’ambiento societario stesso andare incontro alle esigenze di coloro che soffrono attivando una serie di agevolazioni, misure politiche, economiche ed altri servizi simili che agiscono in una direzione egualitaria.

In conclusione, ricordiamo che ad oggi a regolare queste tematiche vi è la Legge 104 che per l’appunto ha il compito innanzitutto di riconoscere ai soggetti interessati il loro stato di difficoltà (handicap o disabilità) e successivamente favorirne l’accesso ai tanti servizi dedicati.

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