Giornata mondiale dei nonni e degli anziani: cos’è e quando si festeggia

Spesso i nostri cari in età avanzata si ritrovano a dover affrontare tante difficoltà e problemi psichici e motori; per questo motivo è fondamentale stargli vicino ed assisterli durante la fase di invecchiamento anche con espedienti tecnologici come ad esempio il montascale per anziani. Negli ultimi anni, tuttavia, la società intera ha voluto riconoscere un grande merito al ruolo del nonno e dell’anziano: è nata così l’idea di un giorno per ricordare l’importanza che i nonni rivestono quotidianamente in tutte le famiglie, dall’aiuto verso i propri figli fino all’educazione dei nipoti. La giornata mondiale dei nonni e degli anziani è una commemorazione nata per volere della Chiesa cattolica e istituita per la prima volta da Papa Francesco in un annuncio dopo la recita dell’Angelus del 31 gennaio 2021. Scopriamo qualche dettaglio in più su questa festività nelle prossime righe.

Una ricorrenza dedicata ai nonni

A partire dal 2021, la giornata dei nonni e degli anziani ricorre la quarta domenica di luglio di ogni anno: una data scelta in modo non casuale da Francesco, in corrispondenza della memoria liturgica dei santi Gioacchino ed Anna. Si tratta, non a caso, dei genitori della Vergine Maria, e quindi dei nonni di Gesù. A seguito della riforma liturgica del Concilio Vaticano II nel 1969, nel calendario della Chiesa cattolica di rito latino i due santi sono stati “ricongiunti” in un’unica celebrazione, il 26 luglio. Per questo la prima edizione della giornata mondiale dei nonni e degli anziani è stata festeggiata il 25 luglio 2021, mentre la seconda ha avuto luogo il 24 luglio 2022. La cura degli anziani e il loro rapporto con le nuove generazioni sono da sempre preoccupazioni costanti del Santo Padre: il vescovo di Roma ha insistito fortemente perché si introducesse questa festività, ricordando quanto sia necessario fare tesoro della ricchezza spirituale e umana tramandata attraverso le generazioni. Tutte le diocesi del mondo sono invitate a celebrare la giornata con una liturgia dedicata agli anziani. Due, infatti, sono i modi principali per partecipare alla festa, suggeriti dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita: celebrando una messa oppure andando a trovare gli anziani soli. In tal senso, Francesco ha fermamente ricordato che visitare gli anziani “è un’opera di misericordia del nostro tempo”.

Giornata mondiale dei nonni e degli anziani: l’edizione 2022

“Nella vecchiaia daranno ancora frutti” (Sal 92,15). È stato questo il tema della seconda giornata mondiale dei nonni e degli anziani, tenutasi domenica 24 luglio 2022. Il versetto del Salmo 92 è stato scelto dal Papa in persona e reso noto dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Si tratta di una tematica che rispecchia il pensiero di Francesco sull’anzianità, intesa non come un momento “per tirare i remi in barca” ma come una nuova via da percorrere, “una vocazione” da perseguire “per riempire il vuoto dell’ingratitudine” che circonda la vecchiaia. Un pensiero controcorrente rispetto all’atteggiamento a tratti rassegnato di alcuni degli stessi anziani, che vanno avanti con poca speranza e senza più aspettarsi nulla dal futuro.

Le incognite dell’età

La maggior parte delle persone hanno timore della vecchiaia. Questa fase della vita viene considerata come una sorta di malattia, da allontanare il più possibile. Del resto, l’età trova tutti impreparati: nessuno ci insegna ad affrontarla, e per questo finisce per coglierci di sorpresa. La fine dell’attività lavorativa e i figli ormai autonomi fanno venir meno i motivi per i quali abbiamo speso molte delle nostre energie. La consapevolezza che le forze ci abbandonano oppure l’insorgere di una malattia possono sconvolgere le nostre certezze. Il mondo, con i suoi tempi veloci, è faticoso da inseguire, e guardare al futuro con ottimismo diventa difficile. Ma è proprio in questi momenti che il Salmo voluto da Papa Francesco torna in nostro aiuto: “nella vecchiaia daranno ancora frutti”. Invecchiare non è solo un cambiamento fisiologico del corpo o lo scorrere del tempo, ma è il dono di una lunga vita, un’opportunità per reinventarsi e per sfruttare il maggior tempo a disposizione con una migliore lucidità di giudizio: per questo è importante guardare alla vecchiaia non come una condanna, ma come una benedizione.

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