Disability Pride: cosa è e come funziona

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Negli ultimi anni è cresciuta sempre di più l’attenzione rivolta al tema della sensibilità, con tantissimi espedienti tecnologici e sociali che sono sorti proprio a supporto di questo aspetto. In quest’ottica, abbiamo spesso sottolineato l’importanza del montascale per disabili come strumento necessario ai fini del recupero dell’autonomia fisica e mentale dei nostri cari, ma non è l’unico caso.

Oggi vogliamo difatti concentrarci su uno degli eventi maggiormente significativi per tutti coloro che soffrono di disabilità motoria e non solo; parliamo del Disability Pride la cui rilevanza sociale sta assumendo contorni sempre più marcati ed importanti.

In questo articolo entreremo allora nel dettaglio del Disability Pride per capire cos’è e come funziona e soprattutto sottolineare l’importanza di eventi come questo che favoriscono la sensibilizzazione verso tematiche di questo tipo.

Che cos’è il Disability Pride

Nel paragrafo introduttivo ci siamo già sbilanciati abbastanza facendo intendere che il Disability Pride è una manifestazione volta a mobilitare e responsabilizzare la società nei confronti della disabilità. In questo senso, va detto che per molti il termine potrebbe ricordare un altro ormai celebre evento che prende il nome di Gay Pride e che agisce contro la discriminazione degli omosessuali.

Tornando al Disability Pride, possiamo sicuramente appoggiarci alla traduzione letteraria di questo concetto inglese che in italiano significa “orgoglio dei disabili”, a rimarcare tutti quei valori di inclusione sociale che non dovrebbero mai passare in secondo piano.

Non a caso, questo evento non ha il solo scopo di “difendere” i disabili ma assume un valore sociale e talvolta politico, nel momento in cui ricorda quanto siano necessarie misure sia economiche che tecnologiche volte ad abbattere le barriere architettoniche. Volendo semplificare e riassumere i concetti cardine del Disability Pride potremmo sintetizzarlo in tre punti: inclusione, conoscenza e visibilità.

Il primo elemento evidenzia la necessità di accogliere i disabili nel contesto sociale evitando discriminazioni di ogni sorta. Questo tema può sembrare banale ma al giorno d’oggi sono davvero molti gli atteggiamenti che agiscono contro il benessere dei disabili: uno dei casi più comuni è quello relativo ai parcheggi riservati che spesse volte vengono occupati senza ritegno da coloro che non presentano alcuna disabilità.

A questo tema si lega poi il concetto di conoscenza del problema, un aspetto che va esteso non solo ai cittadini ma anche agli organi di competenza. Quest’ultimi dovrebbero essere informati sulla disabilità a 360° in modo da attuare determinati interventi che agevolino le condizioni dei diretti interessati sia sotto il profilo economico (tramite aiuti e agevolazioni), sia sotto il profilo urbanistico.

Infine, la visibilità è l’ultimo fattore fondamentale conferito dal Disability Pride: una manifestazione che mobilita così tante persone affette da disabilità è sicuramente il mezzo più immediato per diffondere messaggi di solidarietà su larga scala.

Come funziona il Disability Pride

La prima edizione italiana del Disability Pride risale al 2015 quando a Ragusa andò in scena quello che allora si chiamava Handy Pride. Un anno dopo sulla base del modello americano che vigeva già da tempo prese ufficialmente il nome che conosciamo oggi e da quel momento annualmente si è celebrato questo evento.

Tuttavia, negli ultimi anni sconvolti dall’emergenza sanitaria, la parata ha dovuto reinventarsi come nel 2020 quando è diventato un evento teatrale trasmesso anche in televisione. Storia a parte, il Disability Pride rappresenta un momento di grande solidarietà: chi vi partecipa diventa attivamente membro attivo di un movimento che pone al centro dell’attenzione sociale il disabile.

A riunirsi nelle piazze in quest’occasione non sono solamente i disabili ma tutti coloro che condividono con quest’ultimi la quotidianità, andandone quindi a cogliere tutte le difficoltà e le debolezze su cui troppo spesso ci si dimostra superficiali.

Come sottolineato, l’obiettivo finale del Disability Pride è incentivare nuove politiche sociali, promuove iniziative economiche ed interventi concreti per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Naturalmente, ciascuno di noi è direttamente responsabile della portata di un evento come questo perché il successo di tali iniziative è sempre vincolato al rispetto comune e in particolare verso il prossimo. Non è un caso, allora, se il Disability Pride negli anni ha saputo conquistare il cuore e l’interesse di tantissime persone arrivando a diventare una manifestazione internazionale che oggi trova appuntamento fisso in tante città d’Europa.

In conclusione, ricordiamo che diversi temi affrontati in questo articolo sono comunque regolati dalla Convenzione delle Nazioni Unite che nei suoi 50 articoli raccoglie tutti i punti cardine del sostegno alla disabilità e a tutti coloro che ne soffrono.

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