Casa di riposo per anziani non autosufficienti: perché rischia di non essere una buona idea

casa riposo per anziani

Trasferire degli anziani non autosufficienti in una casa di riposo può rivelarsi una scelta ardua, che spesso e volentieri viene percepita come l’unica alternativa plausibile per il loro benessere. Ma così non è: una decisione così importante va valutata caso per caso, in base alla specifica situazione. Prima di ricorrere a provvedimenti drastici, è bene operare alcune considerazioni generali che potrebbero rivalutare una simile opzione come non opportuna. In primo luogo, bisogna esaminare attentamente le esigenze specifiche dell’anziano. Se possibile, quest’ultimo andrà coinvolto direttamente prima di stabilire al posto suo un cambiamento così radicale per la sua quotidianità. Alternative che rispettino la dignità e il benessere dell’individuo non autosufficiente esistono, e soppesarle attentamente è un dovere. Alcune soluzioni, come il montascale per anziani, permettono di scongiurare uno spostamento lontano dalle mura domestiche, rimanendo in un ambiente familiare e circondati dall’affetto dei propri cari.

Perché la casa di riposo può rappresentare uno scoglio per gli anziani non autosufficienti

L’abbandono “forzato” della propria casa rischia di scaturire nell’anziano un senso di isolamento e di tristezza, per via della separazione dalla famiglia e dagli amici. Un insieme di emozioni che può influire negativamente sul benessere emotivo, causando persino ansia e stress.

Alcune persone hanno difficoltà ad adattarsi ad un nuovo ambiente, specialmente se la casa di riposo è strutturata diversamente rispetto a dove si è vissuto per una vita intera. In certi casi, per una forma di pregiudizio sociale, si arriva a percepire la vita in una residenza come una sorta di “fallimento”, con ripercussioni negative sull’autostima e sulla sensibilità. Per non parlare della qualità delle cure e dell’assistenza: non è facile trovare una struttura che dedichi l’attenzione e il tatto necessari ad un soggetto non autosufficiente.

Le sue esigenze specifiche potrebbero non essere soddisfatte in toto e la sua autonomia residua potrebbe non essere tutelata. La nuova residenza potrebbe avere risorse limitate e scarsa attenzione per le attività fisiche e sociali, fondamentali per il benessere generale. Ultimo, ma non per importanza: le case di riposo possono rivelarsi particolarmente costose, fino a diventare un peso significativo per le tasche della famiglia o dell’anziano stesso. Per tutti questi motivi è bene valutare dei piani di assistenza alternativi, potenzialmente più personalizzabili e dunque più adeguati.

Alternative alla casa di riposo

Prima di prendere una decisione drastica, dunque, ci sono una serie di opzioni disponibili da considerare. Tra le soluzioni alternative spiccano l’assistenza domiciliare o la presenza di familiari o caregiver dedicati. La scelta finale dipenderà in primis dalle esigenze specifiche del diretto interessato, e in secondo luogo dalle risorse disponibili. L’assistenza direttamente a casa propria sopra citata rappresenta probabilmente la migliore opportunità possibile. Per attuarla ci si può avvalere di figure professionali come infermieri a domicilio, fisioterapisti, assistenti e caregiver, certamente in grado di offrire cure personalizzate e supporto in tutte le più comuni attività quotidiane.

Se il quadro clinico individuale non è così grave, può essere la famiglia stessa ad organizzarsi per fornire assistenza nel contesto domestico. Una simile soluzione può contemplare la rotazione dei membri della famiglia o l’eventuale ausilio di caregiver part-time. Come ultima spiaggia ci sono le residenze assistite, che si collocano ad un livello intermedio di assistenza tra la vita indipendente e la casa di riposo. Un’assistenza residenziale temporanea, infine, può rivelarsi un alleato ibrido, indispensabile in determinate situazioni. Ad esempio, se sono i parenti ad occuparsi dell’anziano non autosufficiente, la famiglia potrebbe avere bisogno di aiuto durante specifici periodi di malattia, o quando i caregiver principali hanno bisogno di un periodo di ferie o di una pausa. L’assistenza residenziale temporanea si concretizza attraverso servizi di aiuto domiciliare o in strutture specializzate.

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