Guida al Bonus barriere architettoniche 2022

casa senza barriere architettoniche

A partire da gennaio 2022, la Legge di Bilancio ha introdotto una nuova agevolazione fiscale per quanto riguarda le barriere architettoniche, che rende la ristrutturazione più conveniente che mai favorendo la diffusione dei montascale per anziani. Si tratta di un sostegno importante, garantito a tutti quei cittadini che decidono di effettuare lavori in casa: in particolare, la misura si pone l’obiettivo di abbattere quegli ostacoli che intralciano la mobilità, negli edifici e all’interno degli immobili. Ne consegue che si tratti di una definizione molto ampia: come vedremo più avanti, rientrano nei requisiti sia gli ostacoli materiali che, ad esempio, indicazioni o segnali mancanti e qualsiasi fonte di disagio o pericolo per chi ha una mobilità ridotta. Scopriamo come funziona il bonus barriere architettoniche, chi può approfittarne e a quali condizioni.

Bonus barriere architettoniche: quello che c’è da sapere

Valevole per gli interventi realizzati su edifici già esistenti, e dunque non di nuova costruzione, il bonus consiste in una detrazione fiscale del 75% sul totale delle spese sostenute, con lo scopo di eliminare gli ostacoli alla mobilità. Gli interventi permessi sono diversi, dalla sostituzione di pavimenti, porte o infissi all’adeguamento di impianti tecnologici, servizi igienici, ascensori e scale, fino all’installazione di rampe, montascale e piattaforme elevatrici. Rivolta unicamente ai lavori svolti tra gennaio e dicembre di quest’anno, la misura è però soggetta ad alcuni limiti di spesa. Il rimborso, infatti, non potrà sforare un massimale che varia dai 30.000 ai 50.000 euro: tutto dipende dalla conformazione dell’edificio e, in particolare, dal numero di unità immobiliari presenti. L’indennizzo viene erogato in cinque quote distribuite durante l’anno, e si può ottenere solo in assenza di altre agevolazioni per spese sanitarie legate all’acquisto di strumenti o mezzi necessari al sollevamento dei disabili. Si tratta della prima conditio sine qua non per ottenere il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Le spese che rientrano nel bonus barriere architettoniche

Le spese idonee per ottenere l’agevolazione, come accennato, riguardano a 360° tutti gli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche. Tra di essi spiccano gli interventi di automazione e sostituzione degli impianti a vantaggio della mobilità e i costi per lo smaltimento e la bonifica dei vecchi dispositivi da rottamare. Ascensori o montascale nuovi di zecca, dunque, potranno essere installati a prezzi davvero vantaggiosi. Per ottenere il rimborso bisogna ricordare di tenere traccia di ogni pagamento, conservandone accuratamente le ricevute fiscali.

Bonus barriere architettoniche: i requisiti e come richiederlo

Il bonus può essere richiesto da tutti gli individui che dimostrano, attraverso fatture e scontrini fiscali, l’investimento fatto per abbattere gli ostacoli alla mobilità, come quello sui montascale per anziani. È interessante notare come non sia necessario che nell’appartamento o in condominio siano attualmente residenti persone disabili o anziane. Ma come richiedere l’incentivo? È sufficiente inserire la detrazione Irpef del 75% nella dichiarazione dei redditi, dividendo l’importo totale nelle cinque quote annuali. Una strada più rapida per approfittare dell’agevolazione consiste nel richiedere uno sconto in fattura direttamente all’azienda che si è occupata dei lavori: l’impresa recupererà la somma sotto forma di credito d’imposta. Di fronte agli importi superiori a 10.000 euro è obbligatorio trasmettere all’Agenzia delle Entrate tutti i dati relativi ai documenti che attestano il diritto a richiedere la detrazione, in modo che lo Stato verifichi che le spese sostenute corrispondano agli interventi effettuati e rilasci al privato un visto di conformità.

Bonus 75% e Superbonus 110%: facciamo chiarezza

Anche il Superbonus 110% prevede aiuti per abbattere le barriere architettoniche, ma a differenza di questo nuovo sostegno pone un limite di spesa di 96.000 euro annui. Il bonus 75% offre invece massimali indipendenti e più alti. A scanso di equivoci, l’Agenzia delle Entrate ha fatto sapere che i due bonus non sono cumulabili in termini di eliminazione delle barriere: in caso di sovrapposizioni degli ambiti bisognerà sceglierne solo uno dei due.

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